
Provate a raccontare a qualcuno, con la massima serietà possibile, che in Italia vive un gatto molisano trasferito a Roma che sta tentando la carriera da idol coreano. Aspettate un paio di secondi. Probabilmente arriverà quello sguardo sospeso tra “questa cosa è meravigliosa” e “ma cosa state dicendo?”. Il problema è che Secco esiste davvero. È un gatto vero, tigrato, dotato di quella particolare espressione felina che sembra comunicare contemporaneamente superiorità morale, sonno e un certo disappunto verso l’intera specie umana. Tutto il resto – la carriera da Cat Idol, Seoul, i K-drama, il training, l’universo narrativo di TailsandKDrama – nasce invece da un gioco creativo che negli ultimi mesi ha cominciato a diventare qualcosa di decisamente più articolato.
Dietro le quinte troviamo Maria Merola, che i lettori di CorriereNerd.it conoscono già bene: laureata in Beni Culturali, professionista nel marketing e negli eventi, appassionata di fantastico, cultura pop, Star Wars, cosplay, miti e naturalmente gatti. Stavolta però non la incontriamo come redattrice. La convochiamo nella veste probabilmente più complicata della sua carriera: manager di Secco. Una professione che, immaginiamo, preveda riunioni strategiche interrotte da croccantini.
Maria, partiamo dalla domanda che probabilmente si fanno tutti appena lo incontrano online: chi è davvero Secco?
Secco prima di tutto è un gatto. E questa per me è una distinzione importante, perché tutto il progetto nasce dalla sua personalità reale. È tigrato, viene dal Molise e adesso vive a Roma. Ha quell’atteggiamento tipico dei gatti che sembra già perfettamente compatibile con la vita di una celebrity: decide lui se collaborare o continuare a dormire. Io posso avere tutte le idee del mondo, ma alla fine il direttore creativo è lui. Il personaggio del Cat Idol nasce giocando con questa sua presenza molto versatile (cambia sempre espressione) combinata con la mia passione per la Corea. A un certo punto ho pensato: se fosse un idol, probabilmente sarebbe uno di quelli impossibili da gestire. Da lì la situazione è degenerata.
Quindi Secco è un gatto reale oppure è un personaggio creato con l’intelligenza artificiale?
Mi aspettavo questa domanda, anche perché ogni volta sembra un gatto tigrato diverso. Secco è assolutamente reale. L’intelligenza artificiale entra dopo, come strumento di storytelling. Questa è forse la cosa che genera più equivoci, perché oggi appena compare un contenuto particolare si pensa immediatamente che sia tutto sintetico. Invece alla base abbiamo un gatto reale, con il suo aspetto, le sue abitudini e soprattutto il suo carattere. Attraverso strumenti di AI generativa possiamo poi immaginarlo dentro situazioni impossibili da realizzare fisicamente, costruire piccoli video, musica, ambientazioni o frammenti narrativi. Non mi interessa sostituire Secco con una macchina; mi diverte usare la tecnologia per amplificare il suo personaggio. È un po’ come avere un set cinematografico virtuale intorno a un attore che, incidentalmente, ha quattro zampe e tende a dormire durante la produzione. Anche perché usando le AI non viene disturbato o costretto a fare cose che non sono da gatto.
Dobbiamo affrontare la questione terminologica. Che cosa significa esattamente “Cat Idol”? E soprattutto: dobbiamo davvero imparare la parola “kidol”?
Temo di sì. Ormai è troppo tardi per tirarci indietro! Il gioco nasce naturalmente dall’universo K-pop. Gli idol attraversano un periodo di training prima del debutto, costruiscono una propria identità, hanno fandom, concept, comeback, contenuti social. Secco viene raccontato come un aspirante Cat Idol italiano, quindi un “kidol”, ancora in training per il suo ipotetico debutto. Naturalmente prendiamo tutto con molta ironia. Il suo allenamento comprende soprattutto dormire, mangiare, osservare gli esseri umani aspettando di essere nutrito e mantenere un’espressione impassibile davanti alla telecamera. Però il linguaggio dell’idol culture è realmente alla base del gioco narrativo.
… e Tails&KDrama, invece, che cos’è? Un profilo dedicato ai gatti, un progetto sulla Corea o un piccolo universo narrativo?
Probabilmente tutte queste cose insieme, ed è proprio la parte che mi piace. Tails&KDrama nasce dall’incontro tra gatti (in realtà partiva dalla passione per gli animali in generale) e il recente amore per la cultura coreana, ma non volevo costruire semplicemente un profilo di meme. K-drama e K-pop sono la porta d’ingresso, poi arrivano tradizioni, luoghi, curiosità, lingua, immaginario, storytelling. Secco permette di raccontare tutto questo attraverso un punto di vista volutamente assurdo. Puoi parlare di Seoul con tono serio, oppure puoi immaginare un gatto italiano convinto che quella città rappresenti il punto d’arrivo della propria carriera. Stranamente, la seconda possibilità apre moltissime porte creative.
Ultimamente però Secco non si limita più ai social. Sta perfino recitando nei suoi K-drama. Non ti sembra di avergli dato un po’ troppo potere?
Probabilmente sì, e ormai ne pagheremo le conseguenze. YouTube permette però di sperimentare un tipo di racconto diverso. I reel sono veloci, funzionano sulla battuta, sull’immagine immediata. Con piccoli K-drama originali possiamo invece giocare con situazioni, personaggi e soprattutto con i codici narrativi delle serie coreane. Non vogliamo imitare un drama vero in miniatura: vogliamo prendere quell’immaginario e mostrarlo attraverso Secco. Uno sguardo fuori dalla finestra può improvvisamente diventare una crisi sentimentale da episodio dodici. Una ciotola vuota assume il peso emotivo di un tradimento familiare. Con i gatti funziona terribilmente bene perché hanno già una teatralità naturale senza esserne minimamente consapevoli.
Ma Secco è solo? Ogni idol che si rispetti prima o poi ha bisogno di una crew.
A suo supporto c’è la sua famiglia pelosa: Jedi, Ambra e Fuffola (Margherita), e ma Jedi e Ambra sono entrati solo come protagonisti nelle fotografie in cui mostravo i libri acquistati in Corea o i libri di favole coreane, mentre Margherita ha preso il ruolo della “fidanzata” di Secco oppure l’ho presentata vestita in un elegante hanbok rosa.
Dietro una cosa apparentemente così leggera, però, sembra esserci un esperimento piuttosto interessante sull’AI e sulla creazione di personaggi digitali.
È uno degli aspetti che mi incuriosiscono di più. Siamo abituati a discutere di intelligenza artificiale in termini giganteschi: rivoluzione, sostituzione del lavoro, futuro della creatività. Io sto sperimentando qualcosa di molto più piccolo e forse proprio per questo più concreto. Prendo strumenti nuovi e provo a capire cosa succede se vengono messi al servizio di un personaggio e di una storia. La tecnologia da sola mi interessa relativamente. Se produci un’immagine perfetta ma dietro non hai niente da raccontare, dopo tre secondi stiamo già scorrendo verso il contenuto successivo. Se invece qualcuno comincia a chiederti “ma Secco debutterà davvero?”, allora significa che il pubblico ha iniziato a giocare con te.
Domanda inevitabile, allora. Secco vuole davvero andare in Corea?
Narrativamente, assolutamente sì. Seoul è la sua grande destinazione, quasi la terra promessa del Cat Idol. Nella realtà credo che Secco abbia aspirazioni molto più concrete che riguardano principalmente la distanza tra lui e la ciotola. Però mi piace l’idea del viaggio da Molise a Roma e idealmente da Roma a Seoul. È una traiettoria completamente folle, ma racconta anche quanto ormai la cultura coreana sia entrata nella quotidianità italiana. Quindici anni fa molte persone consideravano K-pop e K-drama fenomeni di nicchia; oggi fanno parte del linguaggio pop globale. E che a raccontare questa contaminazione sia un gatto molisano mi sembra stranamente appropriato.
Ultima domanda, quella che forse interessa davvero al fandom: Secco debutterà?
Questa informazione è classificata. Posso dire soltanto che il training continua, anche se il trainee mostra una preoccupante tendenza ad addormentarsi sul posto di lavoro. Il bello di Secco, però, è proprio non sapere fino a dove può arrivare questa storia. Tails&KDrama è nato giocando e voglio conservare quella libertà. Se domani troviamo un’idea folle che ci diverte e racconta qualcosa, la proveremo. Il resto lo decideranno Secco e le persone che stanno cominciando a seguirlo.
Usciamo dalla conversazione con una certezza molto relativa: capire dove finisca il gatto e dove cominci il personaggio sta diventando sempre più difficile, e probabilmente è un buon segno. Secco rimane un felino italiano che vive a Roma, ma contemporaneamente sta diventando un piccolo protagonista della cultura digitale, sospeso tra K-pop, K-drama, meme, AI generativa e quella capacità tipicamente nerd di prendere una passione apparentemente assurda e costruirci intorno un mondo intero.
Rimane semmai un problema che Maria, da manager, dovrà affrontare prima o poi. Ogni idol ha bisogno di un fandom ufficiale. E se davvero Secco dovesse un giorno annunciare il proprio debutto, serviranno un nome, un lightstick e probabilmente quantità industriali di snack. Su quest’ultimo punto, immaginiamo, l’artista abbia già presentato un rider molto dettagliato.
L’articolo Secco, il Cat Idol italiano: quattro chiacchiere con Maria Merola, manager del gatto che sogna Seoul proviene da CorriereNerd.it – Il magazine nerd by Satyrnet.


