MARIA MEROLA - MEDIATORE FELINO
Passione e Professionalità al Servizio del Benessere dei vostri pet

Il gatto sa di Joshua Held: il manuale felino per umani domestici
Guardarlo dormire mentre il resto della casa corre dietro a scadenze, bollette, notifiche, riunioni, appuntamenti e piccole catastrofi quotidiane provoca sempre una strana sensazione, a metà tra la tenerezza e una forma neppure troppo segreta di invidia. Il gatto riposa con l’assoluta convinzione che nulla di davvero importante possa accadere senza il suo consenso, occupa il centro del divano come un sovrano decadente che non ha mai smesso di considerarsi tale, apre un occhio soltanto per verificare che il mondo continui a girare secondo i suoi ritmi e poi torna a dormire, lasciando noi umani a interrogarci sul senso della produttività, dell’ansia da prestazione e di quella grottesca abitudine che abbiamo di riempire ogni minuto disponibile. Possiamo fingere di essere i proprietari di casa, quelli che acquistano il cibo, puliscono la lettiera, pagano il riscaldamento e scelgono l’arredamento, ma basta convivere con un felino per comprendere in fretta quanto questa narrazione sia fragile. L’appartamento è suo. Il letto è suo. Le scatole appena arrivate sono sue. Il computer sul quale stiamo lavorando è suo, soprattutto nel momento esatto in cui avremmo davvero bisogno di usarlo. Anche noi, a ben vedere, siamo suoi, umani domestici addestrati con sorprendente precisione attraverso miagolii

CatchCat: il gioco Android che trasforma i gatti reali in collezionabili AI
Internet ha costruito interi imperi sopra due ossessioni collettive che sembravano destinate a non fondersi mai davvero: i gatti e il collezionismo digitale. Da una parte abbiamo il felino domestico, divinità pigra del web, sovrano assoluto dei feed da prima ancora che TikTok decidesse il ritmo del pianeta; dall’altra abbiamo quella fame da completisti che ci accompagna da Pokémon Rosso e Blu, dalle bustine di Yu-Gi-Oh! scambiate male durante l’intervallo, dai Tamagotchi lasciati morire durante l’ora di matematica, dai giochi mobile capaci di farci deviare strada solo perché “magari lì spawnava qualcosa”. CatchCat prende tutto questo, lo compatta dentro uno smartphone Android e tira fuori una delle idee più assurde, immediate e pericolosamente irresistibili di questo 2026 digitale: fotografare gatti reali, riconoscerli tramite intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo e trasformarli in figurine 3D da collezionare, far crescere, mostrare agli amici e, molto presto, mandare pure in battaglia. La prima reazione, ammettiamolo, è quella tipica da chat di gruppo alle due di notte: sembra una stupidaggine geniale. Poi inizi a pensarci cinque secondi in più e capisci perché CatchCat stia facendo rumore. Il gioco, sviluppato dal tedesco Sebastian Seidel, conosciuto online anche come NineToFiveDude, è arrivato su Android nel giugno 2026

Alley Cats: la nuova serie animata di Ricky Gervais porta su Netflix i gatti più irriverenti del 2026
Confesso una cosa: basta mostrarmi un gatto animato con un carattere impossibile e la mia attenzione è praticamente garantita. Se poi quel gatto vive per strada, ha un linguaggio da scaricatore di porto e passa il tempo a filosofeggiare sull’assurdità dell’esistenza umana mentre cerca qualcosa da mangiare tra i vicoli di una città britannica, allora diventa impossibile ignorarlo. È esattamente la sensazione che mi ha lasciato il primo trailer di Alley Cats, la nuova serie animata per adulti ideata, scritta, diretta e interpretata da Ricky Gervais, pronta ad arrivare su Netflix il 7 agosto 2026. Per chi mastica cultura pop da anni, il nome di Gervais basta da solo a evocare un preciso tipo di comicità. Tagliente, cinica, spesso scomoda, ma quasi sempre accompagnata da una sorprendente componente emotiva che emerge proprio nei momenti più inaspettati. Lo abbiamo visto con la versione originale di The Office, con Extras, con Derek e soprattutto con After Life, probabilmente uno dei progetti più maturi e personali della sua carriera. Adesso quella stessa sensibilità sembra essersi trasferita in un gruppo di felini randagi che osservano il mondo dall’asfalto sporco delle città inglesi. L’idea potrebbe sembrare assurda a una prima lettura, ma proprio qui sta

Red Cat Ramen Stagione 2: il ritorno dell’anime dei gatti cuochi è fissato per gennaio 2027
Profumo di brodo caldo, ciotole fumanti, baffi felini e una dose sorprendente di tenerezza hanno trasformato Red Cat Ramen in una delle sorprese più piacevoli degli ultimi anni per chi ama anime capaci di mescolare comedy, slice of life e personaggi irresistibili. Proprio mentre molti fan continuavano a riguardare le avventure del locale più improbabile del Giappone, è arrivata la conferma che aspettavamo: la seconda stagione di Ramen Akaneko debutterà ufficialmente a gennaio 2027, riportandoci dietro il bancone del ristorante gestito da gatti parlanti che ha conquistato una fetta sempre più ampia della community anime. Ammetto che all’inizio il concept mi aveva fatta sorridere. Un ramen shop amministrato interamente da felini antropomorfi sembrava una di quelle idee assurde che funzionano solo sulla carta. Poi ho iniziato a seguire la serie e ho capito rapidamente che il suo fascino non dipendeva soltanto dall’elemento comico. Dietro l’assurdità della premessa si nascondeva una storia sorprendentemente umana, fatta di relazioni, fiducia, crescita personale e quotidianità raccontata con una delicatezza rara. In un panorama anime spesso dominato da battaglie spettacolari, reincarnazioni fantasy e poteri sovrannaturali, Red Cat Ramen ha trovato spazio grazie alla sua capacità di far sentire il pubblico a casa. L’annuncio della nuova

Félicette, la gatta astronauta che conquistò lo spazio e che il mondo ha quasi dimenticato
Ogni amante dei gatti conosce quella sensazione speciale che si prova osservando un felino fissare il cielo dalla finestra. Quegli occhi curiosi, attenti, misteriosi sembrano inseguire qualcosa che sfugge alla nostra comprensione, come se custodissero segreti antichi quanto le stelle stesse. Forse è anche per questo che la storia di Félicette continua a colpirmi così profondamente. Non si tratta soltanto di una pagina poco conosciuta dell’esplorazione spaziale. È la vicenda di una gatta randagia che, senza saperlo, riuscì a raggiungere un luogo che milioni di esseri umani possono soltanto immaginare. Parigi, primi anni Sessanta. Le strade della capitale francese erano popolate da tanti gatti anonimi che vivevano tra vicoli, cortili e mercati. Fra loro si trovava anche una piccola gatta bianca e nera destinata a un futuro assolutamente imprevedibile. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quella creatura raccolta dalla strada sarebbe diventata protagonista di una delle missioni più straordinarie dell’intera corsa allo spazio. Per comprendere il significato del viaggio di Félicette bisogna immergersi nell’atmosfera di quegli anni. La Guerra Fredda stava trasformando la conquista dello spazio in una competizione globale. Ogni lancio, ogni missione, ogni nuovo record rappresentava una dimostrazione di superiorità tecnologica. Il mondo aveva già assistito alla tragica storia

Metterci lo zampino. Come è cambiato il comportamento di cani e gatti vivendo con noi
Fra tutte le storie che l’umanità ha scritto nel corso dei millenni, poche risultano sorprendenti quanto quella costruita accanto a cani e gatti. Non parliamo semplicemente di animali domestici, né di una relazione basata sulla compagnia o sull’affetto. Parliamo di un processo evolutivo ancora aperto, di un dialogo silenzioso che continua ogni giorno nei salotti delle nostre case, nelle passeggiate mattutine, negli sguardi che si incrociano senza bisogno di parole. È proprio da questa prospettiva affascinante che prende forma “Metterci lo zampino. Come è cambiato il comportamento di cani e gatti vivendo con noi”, il nuovo libro dell’etologa e divulgatrice scientifica Lorenza Polistena, conosciuta sui social come @behanimal_, una delle voci italiane più apprezzate nel campo della divulgazione etologica. Chiunque abbia vissuto almeno una volta con un cane o con un gatto conosce quella sensazione difficile da spiegare. Arriva in momenti apparentemente insignificanti. Un gatto che compare accanto a noi proprio nei giorni più complicati. Un cane che sembra capire il nostro stato d’animo prima ancora che riusciamo a esprimerlo. Episodi che spesso liquidiamo come coincidenze, ma che in realtà nascondono qualcosa di molto più complesso e profondo. La grande forza del libro di Lorenza Polistena risiede proprio nella capacità

Catnomics: il Giappone dei gatti vale quasi 20 miliardi di euro e racconta molto più di una semplice passione
Passeggiare per il Giappone significa spesso avere la sensazione di trovarsi dentro una storia che oscilla continuamente tra tradizione millenaria e cultura pop contemporanea. Basta alzare lo sguardo in una strada di Tokyo, entrare in una libreria di Kyoto o fermarsi davanti alla vetrina di una pasticceria per accorgersi che una figura ritorna con sorprendente costanza: il gatto. Non parlo soltanto dei celebri maneki-neko che salutano i passanti con la zampina alzata, ma di una presenza diffusa che attraversa letteratura, turismo, design, merchandising, pubblicità, social media e perfino l’economia nazionale. Da amante della cultura giapponese, dei suoi simboli e di quel modo tutto particolare di trasformare ogni elemento della quotidianità in una narrazione collettiva, ho sempre trovato affascinante il rapporto quasi spirituale che il Paese del Sol Levante intrattiene con i felini. Eppure nemmeno io immaginavo che questa relazione fosse arrivata a generare un fenomeno economico da quasi 20 miliardi di euro all’anno. Il termine che descrive tutto questo è “catnomics”, conosciuto anche come “nekonomics”, una parola che unisce il termine giapponese neko, gatto, alle dinamiche dell’economia moderna. Dietro questa definizione apparentemente curiosa si nasconde una realtà enorme, capace di influenzare consumi, turismo e perfino le strategie commerciali di intere

Gatti fino a 30 anni? La ricerca AIM, il sogno felino della longevità e quella domanda che ogni umano con un micio si porta addosso
Avere un gatto in casa significa convivere con una piccola creatura che sembra conoscere un segreto antico, qualcosa che noi umani inseguiamo da sempre tra miti, scienza, fantascienza e notti passate a fissare il soffitto mentre lui, placidissimo, dorme arrotolato ai nostri piedi come se il tempo fosse un problema degli altri. I gatti hanno questa capacità quasi irritante di sembrare eterni anche mentre fanno cose banalissime: osservano il mondo dalla finestra con la solennità di un sovrano decaduto, si materializzano davanti alla ciotola con la precisione di un algoritmo predittivo, spariscono dentro scatole troppo piccole come se stessero testando una tecnologia dimensionale rubata a Doctor Strange, poi tornano sul divano e ci guardano con quell’espressione da “io ero qui prima di te e probabilmente resterò dopo”. Eppure, chiunque abbia amato davvero un micio sa che dietro quella maschera da divinità domestica si nasconde una fragilità che fa male anche solo nominarla: i gatti vivono tanto, a volte tantissimo, ma mai abbastanza. Per questo l’idea che una nuova frontiera della medicina veterinaria possa aiutare i gatti a vivere più a lungo, forse addirittura fino a 30 anni, ha acceso l’immaginazione di mezzo mondo felino con la forza emotiva di una

PetTV di Tencent: la TV pensata per cani e gatti che cambia il benessere animale
Chi lavora ogni giorno in ambulatorio veterinario impara presto una verità che fuori spesso viene sottovalutata: gli animali soffrono la solitudine molto più di quanto immaginiamo. Non sempre nel modo teatrale che vediamo nei video online, con cani che ululano disperati o gatti che distruggono tende e divani, ma attraverso segnali minuscoli, silenziosi, quasi invisibili. Il cane che smette di mangiare quando il proprietario esce di casa. Il gatto che passa ore immobile vicino alla porta d’ingresso. Quello sguardo che molti animali hanno pochi minuti prima che la famiglia prenda le chiavi, indossi il cappotto e sparisca dietro l’ascensore. Negli anni trascorsi come assistente veterinaria in un ambulatorio di Roma ho visto tantissimi proprietari sentirsi in colpa per il tempo passato fuori casa. Persone che lavorano tutto il giorno, che tornano stanche la sera e che, nonostante tutto, considerano il proprio cane o il proprio gatto il centro emotivo della casa. E forse è proprio per questo che la notizia arrivata dalla Cina su PetTV, la nuova piattaforma streaming progettata esclusivamente per cani e gatti, mi ha colpita molto più di quanto avrei immaginato. La prima reazione è stata quasi ironica. Una di quelle risate che fai pensando: “Siamo davvero
