MARIA MEROLA - MEDIATORE FELINO

Passione e Professionalità al Servizio del Benessere dei vostri pet

Sono Maria Merola, esperta in comportamento felino: ti aiuto a migliorare il rapporto con il tuo gatto attraverso soluzioni personalizzate, per una casa serena e in equilibrio.

L’Intruso di Jason Rekulak: un gatto misterioso, fumetti maledetti e il ritorno dell’horror più inquietante

Il mio gatto può fissare un angolo vuoto della stanza per dieci minuti consecutivi, svegliarsi improvvisamente alle tre del mattino e comportarsi come se avesse appena visto qualcosa che noi esseri umani non siamo autorizzati a conoscere. Di solito la spiegazione è molto meno paranormale: un insetto, un rumore, oppure quella particolare follia felina che chiunque condivida casa con un micio conosce benissimo. Eppure, dopo aver scoperto la trama di L’Intruso, il nuovo thriller horror di Jason Rekulak, certi comportamenti potrebbero diventare decisamente meno rassicuranti. L’autore di Teddy, il romanzo che ha conquistato tantissimi lettori italiani mescolando suspense, inquietudine e disegni disturbanti, torna in libreria il 13 ottobre 2026 con Giunti Editore, portando con sé una storia che sembra costruita appositamente per traumatizzare chi ama i gatti, i fumetti e quelle atmosfere soprannaturali capaci di trasformare una normalissima abitazione in un luogo da cui vorremmo scappare. Il titolo originale, Look What the Cat Dragged In, gioca persino con una celebre espressione inglese legata a ciò che un gatto potrebbe trascinare dentro casa. E stavolta, a quanto pare, il problema non è un topo abbandonato sul tappeto. La protagonista è Penny Padgett, una giovane fumettista di Philadelphia che sta attraversando uno

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Bakeneko Festival 2026: a Tokyo puoi diventare un gatto per un giorno, e il motivo è molto più affascinante di quanto immagini

Immaginate di passeggiare per Tokyo e ritrovarvi davanti a un samurai con le orecchie da gatto, una signora elegantissima in kimono con baffi dipinti sul viso e un’enorme creatura felina che sembra appena uscita da un racconto di fantasmi giapponesi. Nessuno sembra particolarmente sorpreso, anzi, tutti sorridono, scattano fotografie e si preparano a sfilare insieme. Benvenuti al Kagurazaka Bakeneko Festival, la festa dedicata ai misteriosi gatti soprannaturali del Giappone che domenica 11 ottobre 2026 trasforma uno dei quartieri più suggestivi di Tokyo in un gigantesco raduno di esseri felini. Una celebrazione che assomiglia a un incrocio tra Halloween, una convention cosplay e un antico matsuri, ma che custodisce un significato culturale decisamente più interessante di una semplice parata in costume. E da appassionata di gatti, mitologia giapponese e di quelle strane tradizioni che sembrano nate dalla fantasia di un mangaka particolarmente creativo, trovo irresistibile soprattutto un dettaglio: qui diventare un gatto significa, almeno simbolicamente, liberarsi per qualche ora dalle etichette della vita quotidiana. Che cos’è il Bakeneko Festival e perché Tokyo celebra i gatti soprannaturali? Il Kagurazaka Bakeneko Festival, conosciuto in giapponese come 神楽坂化け猫フェスティバル, nasce nel 2010 e si svolge nel quartiere di Kagurazaka, nel distretto di Shinjuku. La manifestazione

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Gatti nei K-drama: da Woori alle soap feline AI, perché la Corea ama raccontare il mondo attraverso i felini

Probabilmente basta aver guardato qualche K-drama con la guardia emotiva un po’ abbassata per capire una cosa: un gatto sullo schermo non è quasi mai soltanto un gatto. Può starsene acciambellato su un divano mentre due persone fingono ostinatamente di non provare nulla l’una per l’altra, può diventare il testimone silenzioso di una solitudine che nessun dialogo riesce davvero a raccontare, oppure trasformarsi letteralmente in un ragazzo bellissimo, perché siamo pur sempre nella terra narrativa dove una volpe a nove code può innamorarsi, un goblin può aspettare secoli e persino una veterinaria può risolvere misteri grazie a poteri psicometrici parecchio… particolari. I felini nei K-drama sembrano fatti apposta per questo linguaggio: osservano, mantengono le distanze, scelgono quando concedere affetto e spesso comprendono le persone molto prima che le persone comprendano sé stesse. Da fan dei drama e da persona che davanti a un gatto perde immediatamente qualsiasi pretesa di dignità, trovo affascinante quanto spesso gli sceneggiatori coreani li usino come piccoli dispositivi emotivi, capaci di spostare una storia senza bisogno di grandi monologhi. Uno degli esempi più belli rimane Because This Is My First Life, la rom-com tvN del 2017 con Lee Min-ki e Jung So-min. Nam Se-hee vive praticamente

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Profumi al pelo di gatto: dal Giappone arriva la fragranza che sa di coccole, sole e fusa

Immaginate di affondare il viso nella testolina morbida del vostro gatto mentre dorme beatamente sul divano, con le zampette raccolte sotto il corpo e quell’espressione di assoluta superiorità che soltanto un felino domestico riesce a mantenere persino durante un pisolino. Avete presente quel profumo stranissimo, delicato, quasi impossibile da descrivere, che ricorda il bucato asciugato al sole, una coperta pulita oppure qualcosa di dolce appena uscito dal forno? Ecco, qualcuno ha pensato che sarebbe stato meraviglioso poterlo conservare in una boccetta. E naturalmente, perché il Giappone continua a essere il luogo dove le ossessioni più adorabili diventano prodotti realmente acquistabili, l’idea si è trasformata in una piccola avventura nel mondo della profumeria. I profumi ispirati all’odore dei gatti esistono davvero, hanno conquistato una nicchia di appassionati e raccontano qualcosa di sorprendentemente tenero sul rapporto fra esseri umani, animali e memoria olfattiva. Dopotutto, noi che passiamo le serate fra anime, videogiochi cozy, video di gattini e merchandise kawaii sappiamo perfettamente quanto possa diventare importante un dettaglio apparentemente insignificante. Persino il profumo della fronte di un micio. Il Giappone ha davvero creato un profumo che ricorda la testa dei gatti La storia sembra una di quelle notizie assurde che spuntano fra due

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Pet parenting: perché Millennial e Gen Z stanno ripensando la famiglia insieme a cani e gatti

Una cuccia accanto al divano, il calendario del telefono pieno di richiami veterinari, una vacanza scelta verificando prima se l’hotel accetta il cane e fotografie del gatto sufficienti a saturare qualsiasi cloud: chiamarlo semplicemente “avere un animale domestico” racconta ormai soltanto una parte della storia. Tra Millennial e Gen Z sta prendendo forma un rapporto diverso con cani e gatti, più intimo, costoso, quotidiano e identitario, che negli Stati Uniti viene sempre più spesso definito pet parenting. La traduzione letterale, “genitorialità animale”, rischia però di portarci immediatamente sulla pista sbagliata, quasi fossimo davanti all’ennesima guerra culturale da social tra culle e cucce. La faccenda è molto più interessante: parla di come stia cambiando la nostra idea di famiglia, di cura e persino di futuro. Che cosa significa davvero pet parenting? Il termine descrive persone che non considerano il proprio cane o gatto un accessorio della casa, ma una presenza familiare attorno alla quale organizzare tempo, denaro, abitazione, viaggi e routine. Il confine linguistico diventa quasi inevitabilmente affettivo: “mamma del cane”, “papà del gatto”, “mio figlio peloso” sono formule che fanno sorridere chiunque frequenti Instagram o TikTok, ma dietro il meme esiste una trasformazione sociale misurabile. Lo State of Pets 2026

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Colori Colore Creare: il nuovo manga di Kozue Amano tra gatti giganti, magia e atmosfere da sogno

Una caffetteria dentro un mulino a vento, petali di ciliegio che sembrano aver deciso autonomamente dove posarsi, una bambina che osserva il mondo con quella serietà dolcissima che soltanto i bambini riescono ad avere e, a un certo punto, un gatto nero decisamente troppo grande per poter essere considerato un normale gatto nero. A me serviva già pochissimo altro. Poi ho letto il nome di Kozue Amano e ho capito che Colori Colore Creare appartiene a quella categoria rarissima di manga capaci di farti rallentare ancora prima di aver davvero capito dove vogliano portarti. Amano, autrice di Aria e Amanchu!, torna infatti a lavorare su ciò che le riesce forse meglio: trasformare gesti minuscoli, luoghi apparentemente quieti e incontri quasi casuali in piccole esperienze emotive. La serie ha debuttato sulla piattaforma Mag Comi di Mag Garden il 10 marzo 2022 e già il modo in cui l’editore giapponese presentava il titolo raccontava parecchio della sua identità: persino Colori Colore Creare nasce da parole italiane e dall’idea di “creare colori variopinti”, una specie di manifesto programmatico per una storia in cui il colore conta anche quando le pagine sono stampate in bianco e nero. La città di Onobori potrebbe tranquillamente diventare

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Secco, il Cat Idol italiano: quattro chiacchiere con Maria Merola, manager del gatto che sogna Seoul

Provate a raccontare a qualcuno, con la massima serietà possibile, che in Italia vive un gatto molisano trasferito a Roma che sta tentando la carriera da idol coreano. Aspettate un paio di secondi. Probabilmente arriverà quello sguardo sospeso tra “questa cosa è meravigliosa” e “ma cosa state dicendo?”. Il problema è che Secco esiste davvero. È un gatto vero, tigrato, dotato di quella particolare espressione felina che sembra comunicare contemporaneamente superiorità morale, sonno e un certo disappunto verso l’intera specie umana. Tutto il resto – la carriera da Cat Idol, Seoul, i K-drama, il training, l’universo narrativo di TailsandKDrama – nasce invece da un gioco creativo che negli ultimi mesi ha cominciato a diventare qualcosa di decisamente più articolato. Dietro le quinte troviamo Maria Merola, che i lettori di CorriereNerd.it conoscono già bene: laureata in Beni Culturali, professionista nel marketing e negli eventi, appassionata di fantastico, cultura pop, Star Wars, cosplay, miti e naturalmente gatti. Stavolta però non la incontriamo come redattrice. La convochiamo nella veste probabilmente più complicata della sua carriera: manager di Secco. Una professione che, immaginiamo, preveda riunioni strategiche interrotte da croccantini. Maria, partiamo dalla domanda che probabilmente si fanno tutti appena lo incontrano online: chi è davvero

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Ogni libreria ha bisogno di un gatto: il nuovo comfort book di Takuya Asakura

Un gatto nero seduto sopra un vecchio orologio a pendolo, una libreria dell’usato che sembra aver dimenticato come si fa a essere viva e una ragazza di ventisei anni costretta a ricominciare proprio mentre pensava di avere finalmente capito dove stesse andando la sua vita. A me bastava già questa immagine per entrare nel mood di Ogni libreria ha bisogno di un gatto, il nuovo romanzo di Takuya Asakura, perché appartiene a quella categoria di storie giapponesi che negli ultimi anni abbiamo imparato a riconoscere quasi istintivamente: copertine rassicuranti, negozi minuscoli, oggetti che conservano ricordi, personaggi apparentemente ordinari e una malinconia delicata che non vuole travolgerti, ma restare accanto a te per qualche ora. Dopo La magica libreria dei ciliegi in fiore, pubblicato in Italia nel 2025, Asakura torna con un’altra storia costruita intorno ai libri e ai luoghi capaci di raccogliere vite temporaneamente fuori asse. L’edizione italiana, tradotta da Carlotta Spiga e pubblicata da HarperCollins Italia nella collana Midnight, è arrivata in libreria il 25 settembre 2026 con 304 pagine. Questa volta la destinazione è Onomichi, città della prefettura di Hiroshima affacciata sul Mare Interno di Seto, uno di quei luoghi che sembrano già pronti per diventare lo scenario

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K-POP Kittens: gattini idol, comeback e set collection nel nuovo gioco Cranio Creations

Ditemi che qualcuno, da qualche parte, ha osservato contemporaneamente il fenomeno K-pop, la quantità statisticamente imbarazzante di gatti presenti nei nostri feed e la nostra eterna necessità di mettere carte colorate sopra un tavolo dicendo «ultima partita e poi basta», decidendo infine di fondere tutto in un unico gioco. Perché K-POP Kittens sembra nascere esattamente da quella zona meravigliosamente caotica della cultura pop contemporanea in cui fandom musicali, estetica kawaii e board game finiscono per parlare la stessa lingua. Pubblicato in Italia da Cranio Creations, il gioco arriva ufficialmente il 2 ottobre 2026 e ci trasforma nei produttori di una casa discografica decisamente particolare: le nostre superstar sono gattine idol impegnate a preparare il loro grande comeback. E già soltanto questa premessa dovrebbe spiegare perché, nella redazione di CorriereNerd.it, abbiamo immediatamente pensato a Secco, il Cat Idol di Tails&KDrama, che probabilmente considererebbe l’intera faccenda un documentario sulla propria futura carriera musicale, naturalmente da seguire sdraiato sul divano mentre qualcun altro svolge il lavoro vero. Dietro l’estetica tenerissima, però, K-POP Kittens possiede una struttura ludica precisa. L’autore è Ivan Lashin, game designer conosciuto anche per titoli come Furnace, mentre le illustrazioni sono firmate da Shizufin; la formula scelta è quella della

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