A volte l’uscita non è una fuga, ma un ritorno. Ritorno alla comunità, ai luoghi veri, alle voci che resistono al rumore del mainstream. È questo lo spirito di USCITA, il festival espanso ideato da NERO Editions, che dal 25 al 28 novembre animerà dodici librerie indipendenti di Roma con incontri, laboratori, performance e tavole rotonde dedicate a corpi, politica, mondi, pianeti, lavoro, controllo, immaginari — e persino gatti.
Un programma volutamente ibrido, fluido, contaminato, come la città che lo ospita.
Dietro questa “festa espansa” c’è però una presa di posizione netta. Dopo anni di partecipazione alla fiera Più Libri Più Liberi, NERO ha deciso di non esserci. Un’assenza rumorosa, motivata da una critica radicale all’attuale modello fieristico, giudicato «mercantile, impersonale e asfissiante».
Nel comunicato diffuso su Instagram, gli editori non usano mezzi termini: denunciano la perdita della vocazione indipendente di PLPL, oggi — a loro dire — divenuta una “mega-kermesse” più interessata alla visibilità che alla cultura. Contestano inoltre la scelta delle date, troppo vicine al periodo natalizio e quindi dannose per le librerie romane, nonché la gestione del “caso Caffo”, che lo scorso anno aveva incrinato la credibilità della fiera dopo le polemiche sull’invito al filosofo poi condannato per maltrattamenti.
USCITA nasce dunque come alternativa, come esperimento editoriale e politico insieme: un festival orizzontale e diffuso, che si muove dentro e fuori i confini della città, abbracciando realtà come Antigone, Giufà, Griot, Il Giardino Incartato, Il Mattone, Leporello Photobooks, Libreria Trastevere, Risma, Shell, Sinestetica, Tra le Righe e Tuba.
Tutte librerie indipendenti, punti di riferimento per comunità di lettori, artisti e attivisti che vivono la cultura come pratica quotidiana, non come prodotto.
In un certo senso, USCITA è la risposta analogica a un sistema editoriale che rischia di diventare algoritmico: qui il libro torna a essere corpo, gesto, relazione. Ogni incontro sarà una microgalassia narrativa dove le parole si intrecceranno con la performance, la musica e la politica, costruendo connessioni che sfuggono alle logiche del profitto e della rapidità.
Un festival che non si misura in biglietti venduti, ma in dialoghi accesi.
Per chi segue da anni le produzioni di NERO — casa editrice romana che ha sempre esplorato i territori ibridi tra arte contemporanea, teoria critica e cultura visiva — questa scelta è perfettamente coerente con la sua identità. USCITA è un atto politico ma anche poetico: un modo per restituire all’editoria indipendente il suo potere più autentico, quello di creare immaginari, non mercati.
E sì, ci saranno anche i gatti. Perché, come ogni nerd sa, dove c’è un felino c’è sempre un mondo che si prepara a cambiare.
Ora non resta che attendere il programma giorno per giorno, curiosi di scoprire come questo esperimento urbano riscriverà la mappa culturale della capitale. Forse, per una volta, l’uscita sarà davvero un ingresso: in un nuovo modo di pensare, leggere e stare insieme.
L’articolo “Uscita”: la ribellione gentile di NERO. Un festival diffuso tra le librerie di Roma proviene da CorriereNerd.it.


